annotazioni e riflessioni


giovedì, aprile 06, 2006

 

Il regime al rovescio

 

"Siamo al regime al rovescio e si fa finta di niente. Perché quando i direttori dei quotidiani Europa, Stefano Menichini, dell’Unità, Antonio Padellaro, del Manifesto, Gabriele Poli, e di Liberazione, Piero Sansonetti, decidono di lanciare un appello ai giornalisti italiani perchè non vadano in televisione con Silvio Berlusconi, significa che il regime al rovescio c’è già, c’è sempre stato e solo un outsider come Berlusconi ha impedito finora che fosse totale e totalitario.
Quando un gruppo di direttori di testate politiche si mette d’accordo per lanciare un appello chiedendo “a tutti i giornalisti italiani, a prescindere dal loro orientamento politico, di non prestarsi a questa operazione”, il segnale è chiaro: c’è un nemico e per abbatterlo bisogna ridurlo al silenzio. Qui il problema non è la par condicio, ma qualcosa di ben più grande: la libertà d’espressione dei moderati in questo Paese."
da MarioSechi.net.

 

Ringraziamo Mario Sechi per la sua indignazione: non si poteva tacere del vero pericolo che incombe sulla nostra libertà.

Mi sembra chiaro che il voto di domenica prossima non sia più tra due diverse e contrapposte visioni politiche: questo sarebbe fisiologicamente normale.
Qui si tratta di difendere libertà e autonomia di pensiero e di azione, opponendosi a concezione squadriste totalizzanti e cloroformizzanti.

A 8emezzo, questa sera,  Giuliano Ferrara ha fatto presenza muta, imbavagliandosi.


UPDATE:

Fausto Carioti, da leggere!!, (a conservative mind) scava e sanziona “Legittimamente ineccepibile. Politicamente efficace. Moralmente e deontologicamente vergognosa”.

Ho tuttavia qualche dubbio, e speranza, sulla efficacia.

 

 

inserito alle 00:04 |permalink| commenti

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